I cavalieri della collina

NAPOLETANO

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NapoletanoOrigini e attitudini

La Campania felix, la pianura che si estendeva dal Volturno al Sarno, attualmente corrispondente a parte del territorio delle province di Caserta e Napoli, è sempre stata, per le sue peculiari caratteristiche climatiche e geo-pedologiche, un’area idonea all’ippicoltura. Infatti già gli Etruschi scelsero quest’area per impiantare i loro allevamenti di cavalli, a ridosso degli insediamenti greci della costa flegrea, nell’area capuana, dove successivamente i Romani allevarono i migliori esemplari per la corte imperiale. L’avvento della Repubblica marinara di Amalfi consentì importazioni di cavalli turchi che insieme ai cavalli campani furono la base per la nascita del cavallo neapolitano, apprezzato prima come popolazione indigena e poi come razza.
Il nobile cavaliere napoletano Giovan Battista Caracciolo non si risparmiò in elogi per questi cavalli che mostravano la loro grandezza al passo, al galoppo, in viaggio, in battaglia e nel salto: “… sono di buona taglia e di superba bellezza. Con la loro obbedienza incredibile seguono la musica e si mettono quasi a danzare spontaneamente …”. Nel XV secolo, l’Ercolani scrive: “I cavalli neapolitani godevano la più alta fama come cavalli da guerra”; nel trattato del D’Alessandro “Pietra paragone” (inizio ‘700) si considera il Napoletano come miglioratore di altre razze. Purtroppo i primi anni del ‘900 segnano l’inizio della decadenza di questa razza come viene riportato dal Mascheroni (1903) ed il Fogliata (1908).
E’ allevato esclusivamente in Regione Campania in particolare nella provincia di Napoli.
Al dicembre 2005 il numero di esemplari iscritti al Registro Anagrafico è di 20 fattrici e 4 stalloni.
La conformazione morfologica predispone il cavallo al tiro medio leggero ed alla sella, in particolare alla disciplina del dressage e dell’alta scuola.
Registro Anagrafico delle popolazioni Equine riconducibili a gruppi etnici locali (D.M. 24347 del 5/11/2003).


Caratteri morfologici

Altezza minima al garrese (a 42 mesi): 150 cm.
Mantello: baio, sauro bruciato, grigio sorcino e morello.
Testa altera, quadrata, con fronte ampia ed occhi grandi, un profilo diritto convesso nel tratto nasale ed accentuato nell’appiattimento delle narici, le orecchie sono piccole e mobili.
Collo muscoloso e lungo, elegantemente arcuato, con criniera folta e lunga.
Spalla muscolosa, ben inclinata, lunga e ben attaccata al tronco.
Garrese grosso, elevato, incluso nell’ampia base del collo.
Groppa raccolta, larga ed arrotondata.
Petto ampio con torace profondo.
Arti proporzionati e muscolosi.
Azione concreta per contribuire alla salvaguardia della razza è la selezione genetica. Chi fosse interessato ad allevare esemplari di questa razza per scopi sportivi, può richiedere informazioni a Giuseppe Maresca, Presidente dell’Accademia di Arte Equestre Napoletana “Federico Grisone”.
Per informazioni:

  • Giuseppe Maresca, Piano di Sorrento (NA)
    Tel. 335.5289832 - email: maresca.giuseppema@tiscali.it.
  • APA di Napoli: via Caccioppoli n. 25 - 80069 Vico Equense (NA).
  • R.A.R.E.: dott. Vincenzo Peretti - Dip. di Scienze Zootecniche e Ispezione degli Alimenti, Sez. B. Ferrara - Università degli Studi di Napoli Federico II
    Tel. 081.4421934 - fax 081.292981 - email: vincenzo.peretti@unina.it
  • Associazione Regionale Allevatori della Campania A.R.A.C.
    Corso Meridionale, 18 - 80143 Napoli - Tel. 081 202970

a cura di Francesca Ciotola e Vincenzo Peretti


I piedi sono resistenti all'usura e di buona forma.

Ultimo aggiornamento 15-01-2013